CARTA N. 7 - PROMETEUS (PROMETEO)

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CARTA N. 7 - PROMETEUS (PROMETEO)

Messaggio  TRIVIALOZZO il Sab 05 Apr 2014, 20:41



NOTIZIE STORICO-MITOLOGICHE

Prometeo è una figura della mitologia greca, titano, figlio di Giapeto e di Climene. A questo eroe amico del genere umano sono legati alcuni antichissimi miti che ebbero fortuna e diffusione in Grecia. Le tradizioni differiscono talvolta sul nome della madre. Viene citata Asia, figlia di Oceano o Climene, anch'ella un' Oceanina. Una leggenda più antica lo rendeva figlio di un Gigante, chiamato Eurimedonte, il quale lo aveva generato violentando Era, il che spiegherebbe l'avversione di Zeus verso Prometeo.

Prometeo aveva 5 coppie di fratelli gemelli. All'inizio i fratelli erano virtuosi e saggi, ma si lasciarono prendere dall'avidità e allora gli dei mandarono una tempesta che distrusse il loro paese.Atlante e Menezio sopravvissero al diluvio e si unirono a Crono e ad altri Titani per combattere gli dei. Zeus, però, uccise Menezio con un fulmine e condannò Atlante a portare il Cielo sulle spalle per sempre. Prometeo si schierò dalla parte di Zeus, dicendo di fare altrettanto al fratello Epimeteo; inoltre partecipò alla lotta solo quando oramai volgeva al termine. Come premio aveva ricevuto di poter accedere liberamente all’Olimpo. Infatti fu presente alla nascita di Atena dalla testa di Zeus, che fu molto gentile e buona con lui.

Zeus, per la stima che riponeva in Prometeo, gli diede l'incarico di forgiare l'uomo che modellò dal fango e che animò con il fuoco divino. Dell'amicizia che provava per gli uomini Prometeo diede testimonianza fin dalla prima volta che se ne dovette occupare: quando ricevette da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità", suo fratello Epimeteo , senza pensarci tanto, cominciò a distribuirle agli animali. Prometeo rimediò subito rubando ad Atena uno scrigno in cui erano riposte l'intelligenza e la memoria e le donò agli umani. Zeus in quel momento aveva deciso di distruggerli, non approvava la gentilezza di Prometeo per le sue creature e considerava i doni del titano troppo pericolosi perché gli uomini in questo modo sarebbero diventati sempre più potenti e capaci. A quell'epoca, gli uomini erano ammessi alla presenza degli dei, con i quali trascorrevano momenti conviviali di grande allegria e serenità. Tuttavia Prometeo sentiva che i Titani dovevano essere venerati e rispettati alla stessa stregua degli Dei; così invitò Zeus ad un banchetto, ma al fine di dimostrare agli umani che era un Dio senza cuore, gli servì carne umana; Zeus accortosi dell'inganno, punì Prometeo e tutti i suoi figli, trasformandoli in lupi. Allora Prometeo, si rivolse agli antichi Druidi, i quali si pensava potessero cambiare forma, chiedendo loro di farlo tornare umano; i Druidi però, non potevano annullare la maledizione che Zeus aveva lanciato a Prometeo e quindi non poterono fare tornare completamente umani lui e i suoi figli, ma gli insegnarono come cambiare forma, tornando per un certo periodo di tempo alla loro forma umana. Da questo mito ha origine la parola Licantropia e i Druidi divennero i più antichi consiglieri dei Licantropi, i quali li chiamavano "emissari".
Prometeo si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo e appena giunto, accese una torcia dal carro di Elio e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Secondo altre leggende, egli ritrovò la torcia nella Fucina di Efesto, ne rubò qualche favilla e, incurante delle conseguenze, la riportò agli uomini. Venutolo a sapere, Zeus promise di fargliela pagare. Così ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, di nome Pandora, la prima del genere umano, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi.Si racconta che Zeus la inviò da Epimeteo affinché punisse la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò; cosicché Zeus, più indignato che mai per l'affronto subìto prima dall'uno poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il Titano e tutti gli uomini che egli difendeva. Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, nella zona più alta e più esposta alle intemperie e gli venne conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.

SIGNIFICATO DI QUESTA CARTA

Decidi di essere un eroe ora ed elevati al di sopra dei legami mondani. Sforzati di contribuire all'essenza più grande che scorre dentro tutte le cose.

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